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Eppure, sono solo palline da ping-pong!

 

Quando a Tom Waits chiesero quale sia stata secondo lui la cosa più strana capitata nel posto più strano, lui raccontò questa storia:

Una nave mercantile giapponese, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu colpita da alcuni siluri. Alcuni ingegneri furono chiamati a risolvere il problema su come riportare la nave in superficie. Uno degli ingegneri disse di ricordare un cartone animato di Paperino in cui una nave sul fondo dell’oceano con uno squarcio nello scafo, venne riportata a galla riempendola di palline da ping-pong.

Tutti gli esperti scoppiarono a ridere, tutti tranne uno che pensò fosse un’idea geniale. D’altronde, dove trovare al mondo venti milioni di palline da ping-pong se non a Tokyo? La soluzione si rivelò perfetta, le palline vennero letteralmente iniettate nello scafo attraverso lo squarcio, la nave salì in superficie e l’ingegnere venne promosso. 

Morale: “le soluzioni ai problemi si trovano sempre ad un livello assolutamente differente” e “credi in te stesso quando affronti le situazioni più difficili”.

Qualche riflessione sugli artisti

Molti artisti diventano dei cloni per compiacere il grande pubblico, ricalcando usi e costumi più in voga spinti anche dal facile guadagno, altri invece continuano il loro cammino senza essere influenzati dal mondo che li circonda, quasi come se, a parte il pubblico per cui lavorano, non esistesse nessun altro, ignorando le mode e le critiche negative.

Sono questi ultimi in realtà, nonostante possano sembrare persino ridicoli, a distinguersi dalle masse e a venire fuori lasciando gli altri sott’acqua.

Io ammiro molto gli artisti che costruiscono le loro opere non intorno alle aspettative altrui, ma intorno ad idee che possono essere intellettualmente scomode, talvolta persino oscene e imbarazzanti.

Proprio perché scomode, queste opere creano un improvviso shock mentale che può spaventare, poiché manca un punto di riferimento che ci prepara all’opera stessa. Il fatto che non possiamo paragonarle a niente di visto in precedenza ci crea confusione e spesso suscita pregiudizi. 

La gente è fortunata. Le piace tutto: coni gelato, concerti rock, cantare, ballare, odio, amore, masturbazione, panini col wurstel, balli folk, i pattini a rotelle, lo spiritualismo, il capitalismo, il comunismo, la circoncisione, i fumetti, Bob Hope, lo sci, la pesca, l'omicidio, il bowling, i dibattiti. Tutto. Non hanno molto, perché non si aspettano molto. Ma sono una grande banda.

E’ così che Charles Bukowski nel libro A sud di nessun nord descrive come i gusti e le abitudini imposte rendono l’uomo robotico, frutto degli stessi fenomeni massificati. Abbiamo bisogno invece di una maggiore diversificazione che dipende sì dal consumatore, ma che è realmente dettata  dall’artista che si spoglia e si offre così come è al suo pubblico. 

Questo è il motivo per cui i grandi artisti sono diventati grandi, perché solo rimanendo fedeli al loro richiamo interiore sono riusciti a creare un pubblico pensante e non comprato giocando con le masse predeterminate, bensì… con le palline da ping-pong.

 

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